Parole chiave: formazione continua crescita professionale

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Nella nostra Cooperativa crediamo nell’unicità della persona: per questo la formiamo, la valorizziamo e l’affianchiamo, offrendole servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi. Una finalità perseguita attraverso una continua attenzione alla crescita professionale e al benessere del nostro personale, del quale cerchiamo di comprendere le esigenze, formative e non, per meglio sviluppare le azioni da intraprendere.  Abbiamo intervistato la Dott.ssa Roberta Perini, responsabile dell’Area delle Risorse Umane e dei Rapporti Istituzionali, per conoscere al meglio tutti gli aspetti legati alla formazione di cui la nostra Cooperativa si occupa.

Tra gli obiettivi de Il Faro ci sono quelli di promuovere, sostenere e favorire le iniziative e attività di formazione e l’aggiornamento del personale. Quanto è importante la formazione a livello personale e lavorativo?

Moltissimo, è una cosa in cui la Cooperativa crede molto. Ogni anno viene fatta, attraverso delle interviste, un’analisi del fabbisogno formativo, sia agli operatori e alle operatrici sia ai coordinatori e alle coordinatrici. 

Si tratta di un’analisi che non verte solo sulle competenze tecniche, ma anche sulle cosiddette competenze trasversali: il team working, il problem solving o la comunicazione efficace. Vengono fatti anche dei questionari sul clima aziendale per la valutazione delle performance. Dai risultati ottenuti, sviluppiamo le progettazioni future e impostiamo la scelta dei docenti e delle docenti. Tutto il nostro lavoro si basa sulla convinzione che è il saper essere che conta, la tecnica può essere sempre affinata. 

Negli ultimi anni, quali sono i feedback che avete ottenuto?

I feedback sono stati molto positivi. Su una scala da uno a cinque, la maggior parte delle risposte si sono attestate al quattro. Per quanto riguarda le tematiche su cui si preferisce essere formati, si confermano ogni anno quelle legate alla disabilità e al disagio minorile. Emersa lo scorso anno, invece, è la tematica riguardante i disturbi alimentari. Per chi lavora con le persone anziane, poi, vi è tutto il campo delle malattie neurodegenerative: il Parkinson, l’Alzheimer o i disturbi psichiatrici.

Esistono finanziamenti per la formazione interna?

Sì. Nello specifico, fino ad oggi, una parte del budget destinato alla formazione viene finanziato da Fonder, un’altra parte viene coperta attraverso la stesura di progetti.

Altro canale di finanziamento a cui accediamo per la formazione esterna sono i finanziamenti regionali. 

Da febbraio 2020 siamo accreditati a livello regionale per l’esercizio delle attività di orientamento e formazione professionale, nello specifico per la formazione superiore e la formazione continua. Cosa significa per la Cooperativa?

Comprendendo l’importanza della formazione, confermata anche dai feedback ricevuti dal nostro personale, abbiamo deciso di potenziarla come ramo strategico di business, offrendo servizi formativi affini ai nostri valori e alla nostra mission.

Attraverso l’accreditamento ogni azienda, scuola o università del territorio può richiederci una progettazione, realizzazione ed erogazione di formazione specifica. Ad esempio, siamo stati contattati per l’organizzazione di un corso OSS, che rappresenta una figura mancante nel nostro territorio. Alcune aziende più tecniche ci hanno chiesto un intervento sulla formazione per settori come la metalmeccanica. Oltre tutto ciò, sono moltissimi i percorsi di orientamento scolastico e professionale che offriamo, rivolti anche alle categorie più fragili, come NEET e donne che subiscono violenza.  Si tratta di un orientamento volto alla ricerca delle proprie potenzialità, talenti, punti di forza e di debolezza. Un percorso finalizzato all’inserimento o reinserimento lavorativo della persona, in modo da garantire una sua completa autonomia.

L’orientamento viene sempre più richiesto dalle scuole e dalle Università: noi cerchiamo di far capire ai ragazzi e alle ragazze le loro potenzialità, ma li informiamo contemporaneamente sulle richieste attuali del mercato del lavoro e dell’istruzione. Si cerca di aiutare sia la persona sia la singola impresa o scuola/università: in questo modo si viene a creare un discorso di rete molto più ampio. In aggiunta a tutto ciò siamo anche accreditati presso l’Ordine degli assistenti sociali, i quali, partecipando ai nostri corsi, ottengono i crediti obbligatori per svolgere la loro professione.

Una delle tematiche su cui stiamo lavorando è la creazione di una rete con dei provider ECM (Commissione Nazionale per la Formazione Continua). Questo perché, in alcuni settori della Cooperativa, sta avvenendo uno sganciamento dai servizi socio-educativi per affacciarsi su quelli socio-sanitari. La conseguenza è un sempre maggior coinvolgimento di professionisti e professioniste della sanità che hanno l’obbligo della formazione ECM. Dunque stiamo valutando se diventare noi come Cooperativa un provider a livello nazionale o se creare delle relazioni stabili con chi già lo è, per andare a gestire insieme la formazione ECM rivolta sia al personale interno sia agli esterni.

Parlando di NEET, una delle cause è anche la perdita di fiducia in se stessi. La formazione, oltre che all’acquisizione di competenze, potrebbe aiutare a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé?

Assolutamente sì, ma è fondamentale il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze. Non dobbiamo pensare solo alla formazione e all’orientamento classico che viene fatto a scuola. Il nostro intervento è incentrato su laboratori esperienziali, dove vengono utilizzate tecniche artistiche, che risultano essere utilissime per lavorare sulla fiducia in se stessi.

Negli ultimi tempi, Il Faro è riuscito a creare e a nutrire una solida rete con le università, ma anche con enti e associazioni del terzo settore. Si è creato un network di formazione.

Come Cooperativa crediamo che la formazione sia di tutti e tutte. Non vediamo più l’opposizione del profit e no profit. Quello che stiamo cercando di fare è creare rete, metterci insieme anche in modo non formalizzato. L’obiettivo dev’essere comune e si tratta sempre di un miglioramento delle condizioni di vita degli utenti e delle utenti, ma grazie alla creazione di queste reti si permette ad ognuno e ad ognuna di contribuire, con le sue peculiari competenze, alla formazione.

Ad esempio, mentre noi lavoriamo sull’acquisizione delle competenze trasversali, il coinvolgimento di un imprenditore o imprenditrice, come docente di un corso, permette di spiegare meglio a chi partecipa tutti i tecnicismi che riguardano il mondo del lavoro.

Esiste un termine: “Growth Mindset”. Significa assumere una mentalità in crescita che crede nella possibilità di acquisire sempre nuove competenze attraverso la formazione. Quanto è importante che i soci e le socie della Cooperativa adottino tale mentalità?

Tantissimo. L’apprendimento continuo è uno degli argomenti principali su cui cerchiamo di sensibilizzare sia la comunità sia il nostro personale. Cerchiamo di far capire l’importanza, nel proprio lavoro, di mettersi continuamente in gioco.

Inoltre, nella maggior parte dei casi, l’apprendimento non avviene in maniera classica, ma “on the job”, attraverso l’imitazione della cosiddetta figura senior. Si tratta di un aspetto che come Cooperativa abbiamo inserito all’interno del piano formativo del personale, denominato “affiancamento del neoassunto/a.”

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